

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 50mg | 360 compresse | €0,66 | €316,87 €237,65 Miglior prezzo | |
| 50mg | 180 compresse | €0,69 | €165,47 €124,10 | |
| 50mg | 120 compresse | €0,71 | €114,41 €85,81 | |
| 50mg | 90 compresse | €0,75 | €89,77 €67,33 | |
| 50mg | 60 compresse | €0,82 | €65,12 €48,84 | |
| 50mg | 30 compresse | €0,88 | €35,19 €26,39 | |
| 100mg | 360 compresse | €0,74 | €355,60 €266,70 Popolare | |
| 100mg | 180 compresse | €0,82 | €197,16 €147,87 | |
| 100mg | 120 compresse | €0,92 | €147,86 €110,90 | |
| 100mg | 90 compresse | €0,99 | €119,70 €89,77 | |
| 100mg | 60 compresse | €1,03 | €82,73 €62,04 | |
| 100mg | 30 compresse | €1,10 | €43,99 €33,00 |
Questo sito fornisce informazioni di carattere informativo sui medicinali. Non sostituisce il parere di un medico o di un farmacista. Per una prescrizione e indicazioni individuali consultare un professionista sanitario.
Largactil (clorpromazina) è un neurolettico appartenente alla classe delle fenotiazine, impiegato principalmente per controllare sintomi psicotici e stati di agitazione severa.
Questo medicinale agisce modulando segnali nel sistema dopaminergico e in altri sistemi neurotrasmettitori, con effetti che possono includere sedazione, riduzione dell’iperattività e miglioramento dei pensieri deliranti.
Si presenta in diverse forme: compresse, soluzione orale o formulazioni intramuscolari, a seconda delle esigenze cliniche e della situazione del paziente.
Largactil è stato impiegato per decenni nel trattamento di disturbi psichiatrici; l’uso richiede una gestione medica attenta, soprattutto per monitorare effetto terapeutico, effetti collaterali e interazioni con altri farmaci.
In Italia, l’uso di clorpromazina è soggetto a prescrizione medica e può essere disciplinato da norme regionali o nazionali; il medico valuta i rischi e i benefici nel contesto clinico individuale.
Indicazioni principali includono il trattamento di schizofrenia acuta o ricorrente e di altri disturbi psicotici caratterizzati da allucinazioni, allucinazioni o pensiero disorganizzato.
Può essere impiegato per controllare agitazione severa e comportamenti aggressivi associati a disturbi psichiatrici in contesti ospedalieri o di emergenza, al fine di ridurre la stabilità clinica del paziente.
In alcune condizioni ospedaliere, la clorpromazina è stata utilizzata per gestire nausea e vomito refrattari quando altre terapie non hanno dato risultati adeguati.
Un altro impiego documentato è la sedazione breve in procedure mediche o diagnostiche quando è necessario ridurre l’ansia o l’agitazione del paziente; l’uso è sempre proporzionato al contesto clinico.
La prescrizione dipende dal singolo caso: il medico valuta la necessità, la durata prevista del trattamento e le eventuali alternative in base alle condizioni generali del paziente.
In gestione di emergenze psichiatriche, la clorpromazina può essere utilizzata per sedare temporaneamente pazienti con agitazione intensa o comportamento pericoloso per sé o per gli altri.
In alcune condizioni ospedaliere, è impiegata come antiemetico quando altre terapie non risultano efficaci o non sono tollerate, soprattutto in contesti di malattie gravi o interventi chirurgici.
Un uso off-label può includere il controllo di reflussi di tumori o condizioni che generano spasmi o crampi particolarmente resistenti, sempre sotto supervisione medica.
In pediatria e geriatria, l’impiego richiede una valutazione attenta dei rischi-benefici, con adattamento della dose e stretta sorveglianza degli effetti collaterali.
In pratica clinica, l’uso off-label va sempre deciso dal medico, in base a prove disponibili, condizioni del paziente e alternative terapeutiche. Consultare sempre un professionista sanitario per una decisione informata.
La clorpromazina è principalmente un antagonista dei recettori dopaminergici D2 nel sistema mesolimbico, che è associato a una riduzione dei sintomi psicotici tipici della schizofrenia.
A livello recettoriale esteso, blocca anche alcuni recettori serotoninergici (5-HT2), muscarinici e istamininici (H1), contribuendo a un profilo clinico che comprende sedazione, antiemesi e vasodilatazione.
In termini farmacodinamici, la combinazione di questi effetti si traduce in modulazione di segnali cerebrali complessi: da un lato una diminuzione delle idee deliranti, dall’altro una maggiore sonnolenza e una possibile riduzione dell’attenzione.
Dal punto di vista farmacologico, la clorpromazina influenza anche i circuiti extrapiramidali, che possono manifestarsi come rigidità o tremori in alcuni pazienti, soprattutto con assunzione a lungo termine o ad alte dosi.
In sintesi, l’azione combinata sui sistemi dopaminergico, serotoninergico e altri recettori spiega sia l’efficacia che la varietà di effetti indesiderati associate a questo farmaco.
Assorbimento: quando somministrata per via orale, la clorpromazina viene assorbita dal tratto gastrointestinale, con una variabilità interindividuale che può influenzare i tempi di inizio dell’effetto.
Distribuzione: la molecola si distribuisce ampiamente nei tessuti e si lega alle proteine plasmatiche; l’accesso al sistema nervoso centrale ne facilita l’azione su recettori cerebrali.
Metabolismo ed eliminazione: il metabolismo avviene principalmente nel fegato, con eliminazione attraverso i reni e altre vie; la clearance può variare in base a fattori genetici ed età.
Interazioni farmacologiche: la clorpromazina può interagire con altri farmaci che deprimono il sistema nervoso centrale, con antidepressivi o con altri antipsicotici, potenziando sedazione o effetti extrapiramidali.
Contesti speciali: la farmacocinetica può essere influenzata da malattie epatiche o renali, che richiedono aggiustamenti o monitoraggio più attento da parte del medico.
La forma di somministrazione principale è orale, ma esistono formulazioni intramuscolari o endovenose in contesti specifici e sotto sorveglianza medica.
La dose e la frequenza dipendono dall’indicazione, dalla gravità dei sintomi, dall’età e dalle condizioni di salute generali del paziente; la decisione è presa dal medico.
In genere, la somministrazione è personalizzata: il medico valuta una quantità iniziale adeguata e la modifica graduale in base alla risposta clinica e agli effetti collaterali.
Per un uso a lungo termine, è importante non interrompere improvvisamente il trattamento senza consultare il medico, per evitare sintomi di astinenza o riacutizzazione dei sintomi.
Se si assumono altri farmaci o si hanno condizioni preesistenti, informare sempre il medico o il farmacista prima di iniziare o modificare una terapia con clorpromazina.
Controindicazioni principali includono ipersensibilità nota al principio attivo o a fenotiazine affini, coma o depressa estremamente intensa del sistema nervoso centrale, e glaucoma ad angolo chiuso.
Precauzioni utili riguardano l’uso in presenza di malattie epatiche o renali gravi, ipotensione sintomatica, malattie cardiache o storic di disturbi extrapiramidali.
Nell’uso in età avanzata, è necessaria particolare cautela per il rischio di cadute, sedazione marcata e peggioramento di condizioni cognitive o di demenza associata a una terapia antipsicotica.
La gravidanza e l’allattamento richiedono valutazione accurata; in genere si privilegia l’uso solo se non ci sono alternative verbali e i benefici superano i rischi. Consultare sempre il medico.
Prima di iniziare la terapia, è fondamentale informare il medico di eventuali farmaci in uso, allergie note, condizioni mediche e stile di vita, per evitare interazioni o effetti indesiderati significativi.
Tra gli effetti comuni si segnalano sonnolenza, secchezza delle fauci, costipazione e visione offuscata; questi fenomeni tendono a diminuire nel tempo o con aggiustamenti della dose.
Gli effetti extrapiramidali, come rigidità muscolare, tremore o proprietà di movimenti insoliti, possono emergere soprattutto all’inizio del trattamento o con dosi accumulate; la gestione di tali sintomi è responsabilità del medico.
Possibili ipotensione ortostatica, vertigini o svenimenti, specialmente al cambiamento di postura o in combinazione con altri sedativi; è consigliabile muoversi lentamente alzandosi in piedi.
Alterazioni ormonali che possono influire sul profilo prolattinico, con possibile galattorrea o alterazioni della mestruazione; segnali anomali vanno riferiti al medico.
Raramente possono verificarsi reazioni avverse gravi, incluso il rischio di sindrome neurolettica maligna o di complicanze cardiache. In caso di sintomi repentini e severi, cercare assistenza medica urgente.
Durante la gravidanza l’uso di clorpromazina deve essere valutato con grande cautela: si prendono in considerazione i rischi potenziali per il feto rispetto al beneficio per la madre.
Durante l’allattamento, la clorpromazina passa nel latte materno e può influire sul neonato; è essenziale discutere le opzioni con un medico prima di decidere di allattare durante la terapia.
Nella popolazione pediatrica, l’uso è limitato a indicazioni specifiche e sottoposto a stretto controllo medico; l’età, la gravità della malattia e la tolleranza sono fattori chiave.
Nell’anziano, il rischio di cadute, sonnolenza e disturbi cognitivi aumenta; il medico può valutare alternative o aggiustamenti della terapia per migliorare la sicurezza.
La clorpromazina può potenziare gli effetti sedativi di alcol e di altri depressori del sistema nervoso centrale; l’uso concomitante è generalmente sconsigliato o richiede sorveglianza specifica.
Interazioni con altri antipsicotici, antidepressivi o farmaci che influenzano i sistemi dopaminergico e serotoninergico possono aumentare i rischi di effetti collaterali o di ipotensione.
Alcuni farmaci anticolinergici possono aumentare la stipsi e la secchezza delle fauci; informare il medico di tutti i farmaci in uso.
Il consumo di cibi o sostanze in grado di influire sul metabolismo epatico può modificare l’efficacia e la tollerabilità del farmaco; è consigliabile discutere abitudini alimentari con il medico.
Durante la terapia, è comune monitorare sintomi psichiatrici, funzione mentale, pressione sanguigna, frequenza cardiaca e peso corporeo, per individuare precocemente eventuali effetti indesiderati.
In caso di trattamento a lungo termine, si valuta regolarmente la funzione epatica, renale e i parametri metabolici; alcuni cambiamenti potrebbero necessitare interventi clinici o aggiustamenti di dose.
La durata della terapia è individuale: può variare da settimane a mesi o anni, a seconda della diagnosi, della risposta e della tollerabilità. Il medico stabilisce criteri di sospensione o di graduale riduzione.
Se compaiono sintomi preoccupanti o si sospetta una reazione avversa grave, contattare immediatamente un professionista sanitario o rivolgersi al pronto soccorso. Se necessario, si interrompe temporaneamente la terapia sotto supervisione medica.
| Farmaco | Categoria | Caratteristiche principali | Usi tipici |
|---|---|---|---|
| Largactil (clorpromazina) | Fenotiazina tipica | Elevata sedazione, profilo EPS moderato-severo, ipotensione | Disturbi psicotici, agitazione, antiemetico |
| Aloperidolo | Fenotiazina tipica | Potente antagonista D2, sedazione meno marcata rispetto ad altri | Disturbi psicotici, stati acuti |
| Perfenazina | Fenotiazina tipica | Azioni antipsicotiche robuste, possibile forte EPS | Disturbi psicotici |
La clorpromazina può influire sul metabolismo e sulla gestione del peso; se hai diabete, è fondamentale discutere con il medico la gestione della glicemia durante il trattamento e monitorare eventuali cambiamenti di peso o livelli di zucchero nel sangue.
La risposta varia: alcuni effetti sedativi o antiemetici possono manifestarsi in giorni, mentre i benefici principali sul decorso psicotico possono richiedere settimane di trattamento e una valutazione clinica continua.
Se dimentichi una dose, contatta il medico o il farmacista per indicazioni specifiche. In generale, non si dovrebbe raddoppiare la dose per compensare una dose mancante senza indicazioni professionali.
Non esistono controindicazioni assolute all’assunzione di cibi durante il trattamento, ma è opportuno evitare eccessi di caffeina o sostanze stimolanti che possono aumentare l’agitazione o l’ansia. Consulta il medico per indicazioni personalizzate.
Sì, può provocare sonnolenza o vertigini. Evita attività che richiedono attenzione immediata finché non sai come reagisci al farmaco, e parla con il medico se hai dubbi.
In gravidanza va valutato il rapporto beneficio/rischio. Informare il medico di una gravidanza o di un tentativo di concepimento in corso per valutare alternative terapeutiche o aggiustamenti di trattamento.
Segnali precoci includono tremori, torpore muscolare, rigidità e movimenti involontari insoliti. Se noti tali sintomi, riferiscili subito al medico per una valutazione e possibile modifica della terapia.
Generalmente non è consigliato interrompere improvvisamente. Una sospensione o una riduzione graduale va sempre pianificata con il medico per evitare ricadute o sintomi di astinenza.
La combinazione di clorpromazina con antidepressivi può aumentare l’effetto sedativo o provocare spezzature dell’equilibrio neurotrasmettitoriale. È essenziale informare il medico di tutti i farmaci in uso per valutare rischi e benefici.
La durata è individuale e dipende dalla diagnosi, dalla risposta al trattamento e dalla tollerabilità. Alcuni pazienti necessitano di terapia prolungata, altri per periodi limitati; la decisione è presa dal medico con monitoraggio periodico.
Sì, in determinate situazioni cliniche può essere somministrata per via endovenosa o intramuscolare, ma solo in contesti supervisione medica, dove i rischi e i benefici vengono valutati attentamente.
Ordini tipici includono controlli periodici della pressione sanguigna, della funzione cardiaca, del fegato e dei livelli metabolici. Il medico può richiedere esami aggiuntivi in base alle condizioni individuali.
L’uso a lungo termine è possibile in alcuni casi, ma comporta un incremento del rischio di effetti avversi, inclusi disturbi extrapiramidali e sintomi legati al sistema nervoso centrale. La decisione viene presa dal medico con valutazioni regolari.
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